|
mercoledì, giugno 29, 2005
Buste!! Chi ha seguito il calcio in questi giorni si sarà trovato di fronte a parole come "comproprietà" e ad espressioni tipo "andare alle buste". Cosa si intende in breve. La comproprietà sta ad indicare il fatto che due squadre possano avere la metà di un certo giocatore. Di solito a fine anno ci si trova e si decide se una squadra vuole riscattare l'altra metà (al prezzo di mercato, che puo' anche essere sensibilmente diverso rispetto a quanto pagato per la prima metà). Se non si trova l'accordo si va alle "buste", ovvero ognuna delle due squadre fa un'offerta segreta in busta chiusa; queste vengono aperte il giorno dopo e chi risulta avere offerto di più si riprende il giocatore (o più precisamente l'altra metà del giocatore, perchè la prima metà già ce l'aveva).
Morale, ne capitano di tutti i colori. Fiorentina e Udinese hanno messo in busta 0 euro per Jorgensen, che a parità di cifra è rimasto dov'era (Firenze). Moggi che aveva venduto la metà di Miccoli e Maresca per 9 milioni di euro, se li è ripresi per poco più di 2 milioni, pagando la metà di Maresca 12000 euro. Sarà stato anche un bagno di sangue come dice il direttore sportivo della Fiorentina, a me sembra un affarone.
martedì, giugno 28, 2005
ABC. Tentativi in ambito culinario iera sera. Apro il frigo e ci trovo una melanzana parecchio malridotta e due zucchine e mezza. Le zucchine vanno dritte dritte a farsi lessare per un buon quarto d'ora, poi con un goccio d'olio a fare una buona cremina/sughetto che con sale e pepe, accompagnano più che dignitosamente le mie penne al farro.
La melanzana invece subisce diverse torture. Decido di cucinarle al microonde, prendo le istruzioni del forno e nisba: ok, faccio da me...
- 3 minuti a 90 gradi, risultato dignitoso, ma con melanzana molliccia.
- 2 minuti sul grill (sempre del micro, ma altra melanzana...), un po' troppo secco
- in padella: metto un po' d'olio aspetto che si scaldi un pelo, metto la melanzana.
Nel giro di 30 secondi non c'è più un goccio d'olio, aggiugno un filo d'acqua e viene fuori un pantano peggio di SanSiro quando piove. Morale della favola, quando preparate delle melanzane...tenete sempre qualche zucchina di scorta.
giovedì, giugno 23, 2005
Solidarietà. Un mio collega in risposta ad un altro collega da un'ora alle prese con un problema parecchio strano..."Vi sono più cose in cielo e terra, Orazio, di quante se ne sognano nella tua filosofia." SHAKESPEARE, Amleto
mercoledì, giugno 22, 2005
Matura. E voi che tema avreste fatto ? Di sicuro ne avrei scelto uno in cui non c'era da prepararsi, direi quello "il viaggio come esperienza dell'altro e metafora della vita". "il ruolo dela fisica e delle altre scienze per la comprensione del mondo" era troppo simile a quello che avevo fatto nel '93 !
lunedì, giugno 20, 2005
Un Mega grazie! Ieri sera c'è stata la mia cena di addio al celibato, ringrazio tutti i partecipanti perchè mi sono proprio divertito ... senza esagerare con le cazzate!
giovedì, giugno 16, 2005
SKYPE. E' un programma che permette di telefonare gratis da un pc ad un altro, solamente con un collegamento ad internet (quello sì lo dovete pagare, ma se avete un adsl non a consumo, bisogna pure sfruttarla un po', oppure se avete un semplice line a non adsl potete telefonare ovunque al prezzo di un'urbana), cuffia e microfono. La qualità dovrebbe essere addirittura migliore del classico telefono.
Tramite Skype inoltre è possibile effettuare telefonate dal vostro computer a fissi e cellulari con tariffe più o meno vantaggiose (es tutti i fissi in America ed Europa a 1.7 cent/euro contro i 10 circa per le interurbane di telecom italia e i 15 cent/euro per l'Europa che diventano 30 per l'America). Tariffe qui.
Il lavoro continua: una delle nuove caratteristiche permette, ma non ancora in Italia, di farsi attribuire un numero che poi viene girato sul proprio pc. Esempio Chris si fa attribuire un numero francese, quando nonna e zii chiamano pagano un' urbana e non un' internazionale.
Qui un articolo, e qui il sito ufficiale, l'unica problema in Italia è che il prezzo dell'adsl è ancora alto; in Francia dove tantissima gente si sta staccando dalla telecomFrance e le adsl sono date a prezzi stracciat, questi di Skype stanno facendo furore... così come nel resto del mondo civilizzato.
Inseguimento ??? Ieri sera stavo per arrivare al posto di blocco dei Carabinieri quando li ho visti entrare di corsa in macchina, in poco tempo mi hanno raggiunto e superato con i lampeggiatori accesi e si sono messi dietro a una macchina poco più avanti facendogli i fari.
A quel punto ho rallentato molto perchè era chiaro che stavano inseguendo una persona che non si era fermata al loro alt, appena prima di entrare in paese la macchina inseguita ha sfondato una protezione ed è finità giù dal ponte. Quando sono arrivato c'erano già curiosi in pigiama e i Carabinieri che puntavano la torcia verso il torrente.
Pazzesco. Spero che non sia successo nulla di grave, i precedenti sono stranamente favorevoli: nonostante i 7 metri di volo sono rare le persone (x lo + ubriache) che si sono mai fatte male in modo serio.
Un'altra considerazione: se non avessi ritardato a causa di una strada interrotta (per una sfilata) mi sarei trovato nel mezzo dell'inseguimento.
martedì, giugno 14, 2005
Referendum. Sinceramente dopo la campagna martellante del SI non mi sarei aspettato i risultati di ieri, neanche il meteo favoriva l'astensione. Allo stesso tempo non credo che una maggioranza così schiacciante di italiani abbia a cuore la vita: non so cosa pensare, ma sono contento. Forse si dovrebbe alzare il numero di firme per poter chiedere un referendum. Mah ...
(Comunuqe sono molto contento anche per Capezzone, certe soddisfazioni non hanno prezzo)
venerdì, giugno 10, 2005
Knoppix 3.9 Oggi l'ho provata, è sicuramente un bel salto rispetto alla 3.6: ha risolto molti problemi anche se XP secondo me è cmq + veloce ...
Frittatone. Ieri il mio capo ha dato un comando che ha PIANTATO l'intera rete (sembra un po' "mio cuggino sa un colpo che se te lo dà dopo 3 giorni muooori"). Da un certo punto di vista questa cosa è affascinante, da un altro fa un po' male alle coronarie.
giovedì, giugno 09, 2005
Non procreazione assistita. Più di 40.000 prostitute potrebbero arrivare in Germania in occasione dei Mondiali di calcio del 2006. "Il Mondiale offre l'opportunità di fare molti soldi - ha dichiarato al quotidiano Berliner Kurier, Katharina Cetin, dell'associazione tedesca Hydra che aiuta le prostitute - al punto che alcune città che ospiterranno le partite iniziano già ad organizzarci". Colonia ha già disposto «i box della prostituzione», equipaggiati con bagno e doccia. La Germania ha legalizzato la prostituzione nel 2001. "Meglio così piuttosto che delle coppie che si appartano negli spazi verdi" ha detto Dirk Lamprecht, uno dei responsabili del comune della capitale tedesca. Inoltre più di 100.000 preservativi saranno disponibili nei pressi dello stadio Olimpico di Berlino.
lunedì, giugno 06, 2005
Il sogno salesiano. Venerdì sera ho potuto parlare con don Piero e inevitabilmente si è finito per toccare l'argomeneto dello stato di salute della congregazione; il giorno dopo sono stato al Colle per l'ordinazione di Mauro ... può finire tutto questo ? Ma soprattutto: qualcuno si sta facendo delle domande su come si sia potuti arrivare a questo punto ?
mercoledì, giugno 01, 2005
Siamo tutti in pericolo. Questo è il testo dell’intervista di Furio Colombo a Pier Paolo Pasolini pubblicato sull’inserto “Tuttolibri” del quotidiano “La Stampa” l’8 novembre del 1975 [Fonte www.unità.it]
Questa intervista ha avuto luogo sabato 1° novembre, fra le 4 e le 6 del pomeriggio, poche ore prima che Pasolini venisse assassinato. Voglio precisare che il titolo dell’incontro che appare in questa pagina è suo, non mio. Infatti alla fine della conversazione che spesso, come in passato, ci ha trovati con persuasioni e punti di vista diversi, gli ho chiesto se voleva dare un titolo alla sua intervista.
Ci ha pensato un po’, ha detto che non aveva importanza, ha cambiato discorso, poi qualcosa ci ha riportati sull’argomento di fondo che appare continuamente nelle risposte che seguono. «Ecco il seme, il senso di tutto - ha detto - Tu non sai neanche chi adesso sta pensando di ucciderti. Metti questo titolo, se vuoi: “Perché siamo tutti in pericolo”».
Pasolini, tu hai dato nei tuoi articoli e nei tuoi scritti, molte versioni di ciò che detesti. Hai aperto una lotta, da solo, contro tante cose, istituzioni, persuasioni, persone, poteri. Per rendere meno complicato il discorso io dirò «la situazione», e tu sai che intendo parlare della scena contro cui, in generale ti batti. Ora ti faccio questa obiezione. La «situazione» con tutti i mali che tu dici, contiene tutto ciò che ti consente di essere Pasolini. Voglio dire: tuo è il merito e il talento. Ma gli strumenti? Gli strumenti sono della «situazione». Editoria, cinema, organizzazione, persino gli oggetti. Mettiamo che il tuo sia un pensiero magico. Fai un gesto e tutto scompare. Tutto ciò che detesti. E tu? Tu non resteresti solo e senza mezzi? Intendo mezzi espressivi, intendo...
Sì, ho capito. Ma io non solo lo tento, quel pensiero magico, ma ci credo. Non in senso medianico. Ma perché so che battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa. In piccolo un buon esempio ce lo danno i radicali, quattro gatti che arrivano a smuovere la coscienza di un Paese (e tu sai che non sono sempre d’accordo con loro, ma proprio adesso sto per partire, per andare al loro congresso). In grande l’esempio ce lo dà la storia. Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale. I santi, gli eremiti, ma anche gli intellettuali. I pochi che hanno fatto la storia sono quelli che hanno detto di no, mica i cortigiani e gli assistenti dei cardinali. Il rifiuto per funzionare deve essere grande, non piccolo, totale, non su questo o quel punto, «assurdo» non di buon senso. Eichmann, caro mio, aveva una quantità di buon senso. Che cosa gli è mancato? Gli è mancato di dire no su, in cima, al principio, quando quel che faceva era solo ordinaria amministrazione, burocrazia. Magari avrà anche detto agli amici, a me quell’Himmler non mi piace mica tanto. Avrà mormorato, come si mormora nelle case editrici, nei giornali, nel sottogoverno e alla televisione. Oppure si sarà anche ribellato perché questo o quel treno si fermava, una volta al giorno per i bisogni e il pane e acqua dei deportati quando sarebbero state più funzionali o più economiche due fermate. Ma non ha mai inceppato la macchina. Allora i discorsi sono tre. Qual è, come tu dici, «la situazione», e perché si dovrebbe fermarla o distruggerla. E in che modo.
(...)
Che cos’è il potere, secondo te, dove è, dove sta, come lo stani?
Il potere è un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori. Ma attento. Uno stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai poveri. Ecco perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello stesso modo. Se ho tra le mani un consiglio di amministrazione o una manovra di Borsa uso quella. Altrimenti una spranga. E quando uso una spranga faccio la mia violenza per ottenere ciò che voglio. Perché lo voglio? Perché mi hanno detto che è una virtù volerlo. Io esercito il mio diritto-virtù. Sono assassino e sono buono.
Ti hanno accusato di non distinguere politicamente e ideologicamente, di avere perso il segno della differenza profonda che deve pur esserci fra fascisti e non fascisti, per esempio fra i giovani.
Per questo ti parlavo dell’orario ferroviario dell’anno prima. Hai mai visto quelle marionette che fanno tanto riderei bambini perché hanno il corpo voltato da una parte e la testa dalla parte opposta? Mi pare che Totò riuscisse in un trucco del genere. Ecco io vedo così la bella truppa di intellettuali, sociologi, esperti e giornalisti delle intenzioni più nobili, le cose succedono qui e la testa guarda di là. Non dico che non c’è il fascismo. Dico: smettete di parlarmi del mare mentre siamo in montagna. Questo è un paesaggio diverso. Qui c’è la voglia di uccidere. E questa voglia ci lega come fratelli sinistri di un fallimento sinistro di un intero sistema sociale. Piacerebbe anche a me se tutto si risolvesse nell’isolare la pecora nera. Le vedo anch’io le pecore nere. Ne vedo tante. Le vedo tutte. Ecco il guaio, ho già detto a Moravia: con la vita che faccio io pago un prezzo... È come uno che scende all’inferno. Ma quando torno - se torno - ho visto altre cose, più cose. Non dico che dovete credermi. Dico che dovete sempre cambiare discorso per non affrontare la verità.
E qual è la verità?
Mi dispiace avere usato questa parola. Volevo dire «evidenza». Fammi rimettere le cose in ordine. Prima tragedia: una educazione comune, obbligatoria e sbagliata che ci spinge tutti dentro l’arena dell’avere tutto a tutti i costi. In questa arena siamo spinti come una strana e cupa armata in cui qualcuno ha i cannoni e qualcuno ha le spranghe. Allora una prima divisione, classica, è «stare con i deboli». Ma io dico che, in un certo senso tutti sono i deboli, perché tutti sono vittime. E tutti sono i colpevoli, perché tutti sono pronti al gioco del massacro. Pur di avere. L’educazione ricevuta è stata: avere, possedere, distruggere.
Allora fammi tornare alla domanda iniziale. Tu, magicamente abolisci tutto. Ma tu vivi di libri, e hai bisogno di intelligenze che leggono. Dunque, consumatori educati del prodotto intellettuale. Tu fai del cinema e hai bisogno non solo di grandi platee disponibili (infatti hai in genere molto successo popolare, cioè sei «consumato» avidamente dal tuo pubblico) ma anche di una grande macchina tecnica, organizzativa, industriale, che sta in mezzo. Se togli tutto questo, con una specie di magico monachesimo di tipo paleo-cattolico e neo-cinese, che cosa ti resta?
A me resta tutto, cioè me stesso, essere vivo, essere al mondo, vedere, lavorare, capire. Ci sono cento modi di raccontare le storie, di ascoltare le lingue, di riprodurre i dialetti, di fare il teatro dei burattini. Agli altri resta molto di più. Possono tenermi testa, colti come me o ignoranti come me. Il mondo diventa grande, tutto diventa nostro e non dobbiamo usare né la Borsa, né il consiglio di amministrazione, né la spranga, per depredarci. Vedi, nel mondo che molti di noi sognavano (ripeto: leggere l’orario ferroviario dell’anno prima, ma in questo caso diciamo pure di tanti anni prima) c’era il padrone turpe con il cilindro e i dollari che gli colavano dalle tasche e la vedova emaciata che chiedeva giustizia con i suoi pargoli. Il bel mondo di Brecht, insomma.
Come dire che hai nostalgia di quel mondo.
No! Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per abbattere quel padrone senza diventare quel padrone. Poiché erano esclusi da tutto nessuno li aveva colonizzati. Io ho paura di questi negri in rivolta, uguali al padrone, altrettanti predoni, che vogliono tutto a qualunque costo. Questa cupa ostinazione alla violenza totale non lascia più vedere «di che segno sei». Chiunque sia portato in fin di vita all’ospedale ha più interesse - se ha ancora un soffio di vita - in quel che gli diranno i dottori sulla sua possibilità di vivere che in quel che gli diranno i poliziotti sulla meccanica del delitto. Bada bene che io non facio né un processo alle intenzioni né mi interessa ormai la catena causa effetto, prima loro, prima lui, o chi è il capo-colpevole. Mi sembra che abbiamo definito quella che tu chiami la «situazione». È come quando in una città piove e si sono ingorgati i tombini. l’acqua sale, è un’acqua innocente, acqua piovana, non ha né la furia del mare né la cattiveria delle correnti di un fiume. Però, per una ragione qualsiasi non scende ma sale. È la stessa acqua piovana di tante poesiole infantili e delle musichette del «cantando sotto la pioggia». Ma sale e ti annega. Se siamo a questo punto io dico: non perdiamo tutto il tempo a mettere una etichetta qui e una là. Vediamo dove si sgorga questa maledetta vasca, prima che restiamo tutti annegati.
E tu, per questo, vorresti tutti pastorelli senza scuola dell’obbligo, ignoranti e felici.
Detta così sarebbe una stupidaggine. Ma la cosiddetta scuola dell’obbligo fabbrica per forza gladiatori disperati. La massa si fa più grande, come la disperazione, come la rabbia. Mettiamo che io abbia lanciato una boutade (eppure non credo) Ditemi voi una altra cosa. S’intende che rimpiango la rivoluzione pura e diretta della gente oppressa che ha il solo scopo di fari libera e padrona di se stessa. S’intende che mi immagino che possa ancora venire un momento così nella storia italiana e in quella del mondo. Il meglio di quello che penso potrà anche ispirarmi una delle mie prossime poesie. Ma non quello che so e quello che vedo. Voglio dire fuori dai denti: io scendo all’inferno e so cose che non disturbano la pace di altri. Ma state attenti. L’inferno sta salendo da voi. È vero che sogna la sua uniforme e la sua giustificazione (qualche volta). Ma è anche vero che la sua voglia, il suo bisogno di dare la sprangata, di aggredire, di uccidere, è forte ed è generale. Non resterà per tanto tempo l’esperienza privata e rischiosa di chi ha, come dire, toccato «la vita violenta». Non vi illudete. E voi siete, con la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull’idea di possedere e sull’idea di distruggere. Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta. A me questa sembra un’altra, delle tante operazioni della cultura di massa. Non potendo impedire che accadano certe cose, si trova pace fabbricando scaffali.
Ma abolire deve per forza dire creare, se non sei un distruttore anche tu. I libri per esempio, che fine fanno? Non voglio fare la parte di chi si angoscia più per la cultura che per la gente. Ma questa gente salvata, nella tua visione di un mondo diverso, non può essere più primitiva (questa è un’accusa frequente che ti viene rivolta) e se non vogliamo usare la repressione «più avanzata»...
Che mi fa rabbrividire.
Se non vogliamo usare frasi fatte, una indicazione ci deve pur essere. Per esempio, nella fantascienza, come nel nazismo, si bruciano sempre i libri come gesto iniziale di sterminio. Chiuse le scuole, chiusa la televisione, come animi il tuo presepio?
Credo di essermi già spiegato con Moravia. Chiudere, nel mio linguaggio, vuol dire cambiare. Cambiare però in modo tanto drastico e disperato quanto drastica e disperata è la situazione. Quello che impedisce un vero dibattito con Moravia ma soprattutto con Firpo, per esempio, è che sembriamo persone che non vedono la stessa scena, che non conoscono la stessa gente, che non ascoltavano le stesse voci. Per voi una cosa accade quando è cronaca, bella, fatta, impaginata, tagliata e intitolata. Ma cosa c’è sotto? Qui manca il chirurgo che ha il coraggio di esaminare il tessuto e di dire: signori, questo è cancro, non è un fatterello benigno. Cos’è il cancro? È una cosa che cambia tutte le cellule, che le fa crescere tutte in modo pazzesco, fuori da qualsiasi logica precedente. È un nostalgico il malato che sogna la salute che aveva prima, anche se prima era uno stupido e un disgraziato? Prima del cancro, dico. Ecco prima di tutto bisognerà fare non solo quale sforzo per avere la stessa immagine. Io ascolto i politici con le loro formulette, tutti i politici e divento pazzo. Non sanno di che Paese stanno parlando, sono lontani come la Luna. E i letterati. E i sociologi. E gli esperti di tutti i generi.
Perché pensi che per te certe cose siano talmente più chiare?
Non vorrei parlare più di me,forse ho detto fin troppo. Lo sanno tutti che io le mie esperienze le pago di persona. Ma ci sono anche i miei libri e i miei film. Forse sono io che sbaglio. Ma io continuo a dire che siamo tutti in pericolo.
Pasolini, se tu vedi la vita così - non so se accetti questa domanda - come pensi di evitare il pericolo e il rischio?
È diventato tardi, Pasolini non ha acceso la luce e diventa difficile prendere appunti. Rivediamo insieme i miei. Poi lui mi chiede di lasciargli le domande. «Ci sono punti che mi sembrano un po’ troppo assoluti. Fammi pensare, fammeli rivedere. E poi dammi il tempo di trovare una conclusione. Ho una cosa in mente per rispondere alla tua domanda. Per me è più facile scrivere che parlare. Ti lascio le note che aggiungo per domani mattina». Il giorno dopo, domenica, il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini era all’obitorio della polizia di Roma.
Accadde nel 1978
1. Scudetto alla Juve
2. Coppa dei Campioni al Liverpool
3. Morì un Papa
4. Coppa Italia all'Inter
5. La Fiorentina si salvò all'ultima giornata di campionato
Due anni dopo (1980) il Presidente del Milan fu arrestato e il Milan finì
in B !!!
Corsi e ricorsi storici ...
4 condizioni su 5 si sono già ripetute quest'anno...ne manca solo una!
PER LA FINALE DI COPPA ITALIA, TIFA INTER...NON SI SA MAI !!!
|
|