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venerdì, luglio 29, 2005
sei/sette. Oggi sarà una tappa di trasferimento, andiamo alla stazione degli autobus e se non fosse per la Fra già non avrei trovato il marciapiede di partenza del nostro bus.
La brutta novità della giornata è la pioggia (lluvio), non resta che leggere il giornale ... la notizia principale è che Madrid ha perso l'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2012.
A Piedrafita non piove, ma le previsioni danno brutto per oggi e domani, cioè la normalità per la Galizia.
Appena scesi dal pullman incontriamo due italiane di Udine così iniziamo la salita sulla strada statale assieme loro; ieri sono arrivate a Lugo e un gioielliere ha regalato loro un ombrello a testa ... nonostante i nostri consigli di abbandonarlo al primo ostello continuano a tenerlo imperterrite.
Il sole ormai è padrone del cielo e in circa un'ora arriviamo al paese di Ocebreiro, il panorama è bellissimo e in cima alla collina troviamo un gruppo di ciclisti spagnoli con cui fraternizziamo subito: foto, scontate battute sul doping e ... altre che non ho fatto sulle loro preferenze in fatto di vini!
Il paese è raccolto in un gruppo di case molto curate e per le strade ci sono musiche popolari galiziane/celtiche. Pure troppo, a ripensarci sa un po' di Gardaland.
Diligentemente cerchiamo l'albergo del pellegrino (hospital o albergue) e siccome manca poco meno di un quarto d'ora all'apertura ci fermiamo ad aspettare. Purtroppo arriva una brutta sorpresa: tecnicamente oggi non abbiamo camminato perchè abbiamo fatto 5 km, ma partendo da una località fuori dal cammino. La persona al bancone, non il massimo della simpatia ad essere sinceri, ci mette il timbro (sello) dell'albergue e ci dice di proseguire fino a Hospital de la Condesa; si trova 6 km più avanti, ma secondo la guida dei rifugi non ci sono alimentari o bar per cui dobbiamo fare rifornimento per la cena e la colazione di domani.
Mangiamo un panino e verso le due partiamo, abbiamo qualche perplessità perchè tutti ci hanno sempre detto che le indicazioni sono delle frecce gialle, ma qui sono bianche.
Dopo una ventina di minuti incrociamo la statale e troviamo un bar che affitta camere, non era previsto e soprattutto non è un vero hospital perciò tiriamo dritto.
Per la cronaca: nel paese di Ocebreiro un doppia costa 37 €, l'hospital di norma è a offerta libera; alcuni chiedono un fisso di 5 €.
La strada è piacevole e prima delle quattro arriviamo a destinazione. Le nostre amiche (soprannominate Thelma & Louise, ma non diteglielo) si sono fermate un po' di più a Ocebreiro però passando dalla statale ci hanno raggiunti e nuovamente persi per cambiarsi i pantaloni (ma sempre e fieramente con il loro ombrello!).
Arrivano un po' più tardi al rifugio e così gli possiamo raccontare che i letti sono già pieni (di norma l'apertura è all'una o alle tre) e per noi ci sono tre poltroncine = un divanetto a testa per dormire. L'alternativa è il pavimento. L'hospitalera non c'è, ma ha lasciato il timbro per farci il sello.
Laviamo i vestiti che abbiamo usato e nel frattempo arrivano altre quattro persone che decidono di proseguire perchè nella nostra stanza (è quella dove si appongono i timbri) ormai non c'è spazio.
Facciamo un giretto all'interno del paese: stalle, cacca di mucca per le strade, un bar che affitta camere (affidabili queste guide) e una chiesetta. Il campanile è accessibile e riusciamo a raggiungere le campane.
Le nostre due amiche chiedono il prezzo delle camere: 35 € la doppia e 25 € la singola con il letto da una piazza e mezza. Vada per la singola e così ereditiamo altre tre poltroncine a testa, possiamo unirle alle altre per fare una specie di doppia sponda.
Calano delle nebbiacce atlantiche, fuori fa freddo e c'è poco da vedere; la popolazione dell'albergue raccoglie un buon numero di italiani, alcuni spagnoli e due danesi, da quello che capiamo sono tutti intenzionati a partire presto perciò anche noi andiamo a dormire.
Il nostro pigiama è: felpa, maglietta, pantaloni corti e calze; le poltrone hanno l'intelaiatura fatta di barre di legno ... dormire non sarà semplice.
martedì, luglio 26, 2005
cinque/sette. Grazie alle indicazioni di Tenga troviamo la strada dell'aereoporto senza problemi, per fortuna il mio zaino passa come bagaglio a mano e così sono più tranquillo.
Il viaggio verso Barcellona passa in fretta perchè il paesaggio è vario, in aeroporto al self troviamo già la torta di Santiago ... del resto mio padre a suo tempo l'aveva comprata in questa città poco prima di tornare a casa.
L'aereo del secondo tratto verso La Coruna non è proprio moderno e inoltre il susseguirsi delle pianure è un po' monotono perciò mi addormento tre volte.
Finalmente dopo circa un'ora e mezza arriviamo al piccolo aereoporto della città galiziana e il tempo è così così: deve aver piovuto di recente e l'acqua non è propriamente ben accetta quando ci si deve mettere in cammino.
Ora arriva la parte più difficile perchè tutti i pezzi devono quadrare: il deposito della valigia, l'albergo (dove sarà di preciso?) e il bus per il giorno dopo. Va tutto a meraviglia perchè l'albergo è vicino, riusciamo a sistemare la valigia nel deposito e abbiamo il tempo per fare i biglietti per Piedrafita do Cebreiro.
All'albergo sperimentiamo l'abbondanza del menu del pellegrino e la sua economicità, poi in camera diamo un'occhiata ai programmi spagnoli.
Preparo lo zaino sapendo che, per quanto mi sia sforzato per studiarlo con cura, l'ordine dei vari pacchetti non sarà sicuramente quello ottimale. Andrà meglio nei prossimi giorni.
Mr 110. Complimentoni a doc. Tenga !
mercoledì, luglio 13, 2005
Hola! Oggi siamo in un Albergue con la postazione internet aggratis percio´ ... Grande emozione ieri nell´arrivare a Santiago, anche se abbiamo fatto solo una settimana quando abbiamo messo piede nella piazza della cattedrale abbiamo provato una sensazione incredibile! Con calma vorrrei scrivervi il diario di ogni giorno.
A questo punto il pellegrinaggio e´ finito stiamo facendo trekking in Galizia per arrivare a Fisterre, le motivazioni sono sicuramente diverse e il dolore alle ginocchia che mi accompagna da tre giorni sta cominciando a prevalere sulla voglia di continuare.
A risentirci!
venerdì, luglio 01, 2005
Maritato riposo. Oggi è l'ultimo giorno lavorativo e ... da lavorativo single. Tornerò il 25, spero di portarvi un bel racconto.
2.27 Non è la versione di nessun sistema operativo ... è l'ora a cui è suonata una sveglia MECCANICA sul balcone dei miei vicini. Fortunatamente la carica si è esaurita in una trentina di secondi. Pazzi scatenati.
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