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venerdì, dicembre 30, 2005
Neve, neve, neve! Sono in crisi di astinenza da neve ... oggi le previsioni danno precipitazioni per 2 gg, speriamo in bene perchè un po' di relax all'aria aperta non sarebbe male.
venerdì, dicembre 23, 2005
Un po' di calma. Finalmente il frastuono si è fermato, oggi ho potuto fare ciò che volevo con calma e tranquillità: è come ritrovarsi dopo essersi persi di vista per un mese. Mi spiace di essermi lasciato triturare dagli ingranaggi a volte un po' perversi del lavoro, alla prossima cercherò di difendermi con un po' più di intensità.
Però adesso è quasi Natale e spero che per tutti voi sia un periodo in cui possiate sentire vicino l'amore di Dio e delle persone che vi stanno intorno.
Auguri !!!
Quando Gesù è nato
La grande ruota della storia aveva sempre girato in quella direzione: dalla periferia al centro, dal piccolo verso il grande, il meno al servizio del più, pesce grosso che mangia quello piccolo. Così è accaduto nella grande famiglia umana…
Quando Gesù è nato, fuori dalla città, Betlemme, nella stalla, nella mangiatoia, la grande ruota della storia per un attimo si è fermata.
Qualcosa ha cominciato a girare all’incontrario o, meglio, nel senso vero della storia, dal centro alla periferia, dal grande verso il piccolo, i re Magi verso il bambino il più al servizio del meno, perché il piccolo cresca e si stabilisca così l’uguaglianza e la comunione più vera, come in Dio.
Il più grande, l’infinito, lo troveremo nel piccolo. Davvero quello è stato l’anno zero della storia!
E’ giusto contare gli anni da quel giorno in cui Dio si è fatto un Dio Minore e la scelta preferenziale per gli esclusi è apparsa come luce delle nazioni. Giuliana Martirani
mercoledì, dicembre 21, 2005
Portoghesi...

Proverbio: Fare il portoghese
Significato: Entrare senza pagare il biglietto di ingresso.
Origine: Pare che il detto derivi da un ricevimento organizzato a Roma nel 1700 dall'ambasciatore del Portogallo a cui avevano libero accesso i cittadini portoghesi. Il risultato fu che tutti si spacciarono per portoghesi, per evitare di pagare l'ingresso.
Sturmtruppen...

"Kapitano, abbiamo 150 soldaten e solo 100 razioni del rancio. Kosa facciamo?". "Tutto qui? Ordini un attakko prima di mezzogiorno...".
[Da webgol.it]
lunedì, dicembre 19, 2005
IBMA. Che significa Italian Blog Music Awards, ovvero la possibilità data ai blogger di indicare i migliori 5 album italiani dell'anno. L'awards è organizzato da Luca Castelli giornalista per diverse testate online (Stampa, Repubblica etc). Questo il logo  e qui il regolamento.
giovedì, dicembre 15, 2005
W Zapatero. Proseguendo nell'azione smaronante del Chris sui temi sociali, vi comunico che il sottoscritto possiede copia del film/documentario W Zapatero di Sabina Guzzanti, in cui si affronta il tema della libertà d'informazione e della censura in Italia. Perchè ancora oggi Santoro e Luttazzi non sono più in video e persino Biagi è stato messo in prepensionamento (via raccomandata con ricevuta di ritorno, bella signorilità la rai). Perchè il documentario si chiama così? Perchè uno dei primi provvedimenti che l'amico Zapatero ha preso arrivando al potere è stato di eliminare qualunque legame tra la televisione pubblica e il potere politico. In Italia ogni rete rai è controllata da uno o più partiti, ogni dirigente deve essere scelto tra una lista di persone amiche o non nemiche di un altro partito. I giornalisti che vogliono fare il loro lavoro liberamente rischiano la carriera. Le notizie vengono manomesse, a seconda del potente di turno. Tutto qui. Zapatero ha fatto un sacco di cazzate, ma questa è indubbiamente una gran cosa. Certo un atto del genere comporta la rinuncia ad una grande fetta di potere e non so se la sinistra italiana, se vincerà le elezioni, sarà in grado di fare altrettanto.
Io sono VALSUSINO! Molti pensano che per essere contro il TAV sia necessario essere Valsusini... sbagliato! Ad esempio in Val Ceronda, una zona poco conosciuta (Valdellatorre localita Brione) verra posizionato l.inizio del tunnel, con tutto quello che ne consegue (montagne di detriti, migliaia di camion, pulviscolo pericoloso etc..). Magari, Voi che state leggendo questa pagina, possedete una casetta in Valle di Susa oppure abitate semplicemente a Torino dove il pulviscolo inquinante (si legge anche amianto...) potrebbe ricadere. Oppure siete affezionati al lago del Moncenisio che probabilmente sparira utilizzato per smaltire le scorie... Oppure sapete che, in previsione del passaggio dell.Italia all.energia nucleare, a suo tempo vennero individuate le risorse d.uranio necessarie nel massiccio dell.Ambin. Oppure sapete che la percentuale di malattie tumorali in Valle di Susa e gia ampiamente sopra la media nazionale. Oppure Vi ricordate semplicemente di quante montagnole di detriti sono rimaste dopo lo scavo delle gallerie dell.Autostrada. Oppure sapete che la Valle di Susa, larga appena un chilometro e mezzo, attraversata dalla Dora Riparia, unisce l.Italia all.Europa per mezzo dell.Autostrada del Frejus con relativo tunnel, della Ferrovia internazionale a doppio binario anche qui con relativo tunnel, e delle Statali 25 del Moncenisio e la 24 del Monginevro che scavalcano le Alpi coi propri colli. Oppure credete semplicemente che fra 20 anni il TAV potrebbe essere un.opera ormai inutile. Oppure sapete che il Gottardo aprira il suo tunnel molto prima, e quindi il traffico merci si stabilira li. Oppure sapete che il preventivo, in attesa di adeguamenti, si aggira sui 16 miliardi di euro (30 mila miliardi di vecchie lire...) per 20 anni di lavori con 500 camion impegnati giornalmente, contro il miliardo previsto per il potenziamento della linea attuale (stime Ferrovie italiane e francesi). Oppure sapete che la societa che progettera i complessivi 200 km di gallerie e la Rocksoil di proprieta della famiglia del ministro Lunardi. Oppure sapete che, attualmente, il trasporto merci sulla tratta internazionale e utilizzato solo al 38% della sua potenzialita mentre sono state soppresse quasi tutte le corse giornaliere del TGV per scarsita di richiesta da parte dei passeggeri. Oppure sapete che lo scavo che si vuole intraprendere a Venaus non e un carotaggio, bensi una struttura di supporto lunga 10 km e larga 6 metri. Oppure sapete che il vicequestore Sanna, guidando l.attacco notturno del migliaio di poliziotti in assetto di guerra contro un.ottantina di persone di tutte le eta acccampate al freddo per difendere la salute ed il diritto, spronava i suoi uomini (sotto effetto di sostanze eccitanti) al grido di: gUccidilo, uccidilo!h. E, dopo l.occupazione militare del territorio, non venne permesso alle ambulanze di soccorrere i feriti, ma gli stessi furono soccorsi dai barellieri a piedi. Indegnita mai commessa nemmeno nelle piu truci battaglie. Come vedete i motivi per essere contro il TAV sono molti.
mercoledì, dicembre 14, 2005
Il secolo cinese. Prima pausa tranquilla dopo giorni e giorni, così posso dire che Il secolo cinese è un libro davvero bello e costruito nell'unico modo possibile per descrivere uno stato da 1.3 Miliardi di persone: una sequenza di storie per fare altrettanti scatti e dare un immagine il più completa possibile di questa nazione. Ci ho messo molto a finirlo, ma non per demeriti del libro.
mercoledì, dicembre 07, 2005
John Lennon il più geniale dei Beatles fragile e malvagio. 5/12/2005 di Gabriele Ferraris (La Stampa)
CHISSÀ come sarebbe oggi John Lennon. Chissà dove lo avrebbero condotto quel suo naso inquisitivo, quello sguardo da miope triste e un po’ cattivo, e quelle spalle curvate dal peso di una gloria immensa e lancinante. Chissà come si sentirebbe, a sessantacinque anni, uno che si presumeva più popolare di Cristo all’età in cui Cristo neanche aveva cominciato la sua vita pubblica. Già. Se non si fosse scontrato con quel folle, e con la sua pallottola calibro 38, oggi John Lennon avrebbe già doppiato la boa dei 64 anni, la boa di «when I’m sixty four»; e se ignoriamo come sarebbe oggi, sappiamo come lui s’immaginava di essere nell’anno di grazia 2004 che mai non vide: un signore che trascorre l’estate in un cottage sull’Isola di Wight, tenendosi sulle ginocchia i nipotini Vera, Chuck & Dave. Difficilmente, però, sarebbe andata davvero così: ai grandi del rock non è concessa una serena pensione.
Sarebbe toccata, anche a John, la sorte del suo alter ego Paul, che pure gli era secondo in tutto: anche John pubblicherebbe oggi dischi più o meno inutili, più o meno improbabili, e raccoglierebbe folle nostalgiche per nostalgici concerti, stuoli di vecchi ragazzi e di giovanotti curiosi che neppure si pongono il problema di chiedere chi erano i Beatles. I primi perché lo sanno fin troppo bene, e non hanno mai elaborato il lutto dello scioglimento del gruppo; i secondi, perché non gliene importa più che tanto. Sarebbe, John oggi, un attempato miliardario che, incidentalmente, ogni tanto sale sul palco a cantare canzoni che erano popolari quand’erano ragazzi i genitori dei ragazzi che vanno ad ascoltarlo; ma prima di concedergli Imagine, gliela farebbe trovare lunga, e gli riverserebbe addosso tonnellate di cose scritte negli ultimi tempi per dischi che nessuno ha davvero ascoltato e che i critici hanno recensito con imbarazzato rispetto, sempre rinviando alla prossima uscita il famoso articolo liberatorio, quando troveranno il coraggio di digitare sulla tastiera del computer la fatidica frase: «J-o-h-n L-e-n-n-o-n è c-om-p-l-e-t-a-m-e-n-t-e b-o-l-l-i-t-o».
Sognano di scriverla, quella frase, a proposito di tutti i loro eroi giovanili sopravvissuti alla giovinezza: David Bowie, Lou Reed, Leonard Cohen, Bob Dylan, e altri padri a scelta, da ammazzare per uscire finalmente dall’adolescenza. Ma non lo faranno mai, perché non si uccide la propria adolescenza. Non più, non oggi. E intanto si consolano con quelli che, perdendosi, si sono salvati: i Jim Morrison, i Jimi Hendrix, le Janis Joplin, e gli altri che, come John, saranno sempre giovani e belli. Dev’essere proprio questo: John Lennon è uno dei massimi musicisti della storia del rock perché non ha avuto tempo, nella seconda parte della propria vita, di svilire quanto di grande aveva combinato nella prima. Ma chissà. Forse è così per ciascuno di noi, e John era uno di noi; uno che a trent’anni s’è già immaginato come sarà a sessantaquattro, e si disegna un percorso, una vita, un destino.
Poi, i destini che ci siamo disegnati sfarfallano, si deformano; o vanno in mille pezzi, distrutti da un’illusione, da una truffa, da un amore finito male. O da una pallottola. E non restano che lacrime, e ricordi che piano svaniscono. Agli ultimi dei di una società senza più santi né eroi, ai divi dell’immagine globale, è però riservata una piccola immortalità; l’uomo muore, si dissolve. E nasce l’icona. Icona, cioé immagine. Le moderne icone hanno, di quelle della tradizione religiosa bizantina e russa, la stessa ieratica fissità, la stessa immutabilità. Che Guevara è la fotografia di Korda, gli occhi fissi verso l’inevitabile trionfo della rivoluzione, declinato in bandiere e magliette e bandane e cartoline. Così sia di John. Gli occhialini tondi, i capelli lunghi e lisci con la scriminatura centrale. E una canzone: Imagine. Perché, alla fine, dell’icona Lennon si ricordano una militanza rivoluzionaria più presunta che accertata, l’impegno pacifista, e, giustappunto, Imagine. Forse per via delle suonerie dei telefoni. Forse perché la piccola immortalità degli ultimi dei è misera e beffarda.
John Lennon, quello di Imagine. Proprio lui, che per lanciare l’estremo anatema a Paul, nei giorni del divorzio - traumatico come ogni divorzio - lo bollò con quel verso feroce in How do you sleep?: «L’unica cosa che hai fatto è Yesterday». Non credo che John Lennon abbia scritto soltanto Imagine. Anzi: dei quattro - e non rivelo nulla - era il più geniale (forse l’unico), e certo il miglior compositore. Il canzoniere dei Beatles è il suo canzoniere: la percentuale di capolavori e tutta a suo favore. E poi John era l’anima nera del gruppo: era quello del blues, del rock. Era duro, spigoloso, e divinamente dotato di quel tocco che trasforma anche un motivo banale in qualcosa di magico: Give peace a chance non è nulla, eppure è tutto. Come ogni artista, e come ogni bambino infelice e abbandonato, era fragile e malvagio.
C’è un’intera letteratura, sulla crudeltà di John. E come ogni artista, e ogni bambino infelice e abbandonato, ha confuso l’amore con l’opportunismo, ha fatto e ricevuto del male a viso aperto, e ha distribuito molta sofferenza fra chi gli era vicino, donando la parte luminosa di sé agli estranei. Ho sempre avuto una grande compassione per Yoko Ono: che ne ha certamente approfittato, e forse era davvero la piccola maligna intrigante descritta dagli ex amici. Però ha pagato un prezzo altissimo, perché vivere con John Lennon significava pagare un prezzo altissimo; e gli è rimasta vicino, e tanto basta. John l’amava, con l’amore folle di chi non ha mai conosciuto l’amore, non ha mai sentito il calore buono di una famiglia, e ha cantato che «l’amore non me lo puoi comperare» senza esattamente sapere di che cosa stesse cantando.
Tutto quell’amore di cui aveva bisogno, glielo ha dato in vita soltanto Yoko. E da venticinque anni a questa parte glielo danno milioni di persone che probabilmente oggi neppure lo ricorderebbero, se l’8 dicembre del 1980 la rivoltellata di Mark Chapman non avesse fatto uscire John Lennon dalla storia, spedendolo con crudele procedura nell’immortalità. L’immortalità degli eroi del rock, dei santi laici senza santità, e dei bambini abbandonati.
martedì, dicembre 06, 2005
Lo Spam è un tipo di carne in scatola (Spam -> Spiced Ham) della Hormel Foods Corporation entrato a far parte del folklore.

È stato in passato il pretesto per il soggetto di uno sketch del gruppo comico inglese dei Monty Python, molto conosciuto e amato. In particolare, nella fortunata serie "Monty Python's Flying Circus" una coppia (marito e moglie, entrambi impersonati da due dei Monty Python) entrano in un bar e chiedono alla cameriera (anche in questo caso impersonata da uno dei Monty Python) il menu, nel quale l'elenco delle pietanze presenta continuamente "spam": "uova e spam", "uova pancetta e spam", "uova pancetta salsiccia e spam", "spam uova spam spam pancetta e spam" e cosi' via, sempre piu' insistentemente...
Il marito però non desidera affatto lo "spam", e pur insistendo non riesce nell'intento. Nel frattempo da un tavolo alle spalle della coppia, occupato da un gruppo di vichinghi con tanto di elmi cornuti (già da qui si capisce lo spirito dei Monty Python..), ogni volta che la cameriera propone un piatto contenente lo 'spam', iniziano a cantare "spam, spam, spam..." in modo sempre più forte e fastidioso, fino al culmine del finale dove il canto prende il sopravvento su tutto, con un ritornello che suonava pressapoco così:
- SPAM SPAM SPAM SPAM
- SPAM SPAM SPAM SPAM
- Wonderful SPAM, marvelous SPAAAM!
Lo sketch - di umorismo tutto britannico - riflette (o rifletteva) certe politiche di razionamento militare, nelle quali - neanche a dirlo - lo Spam era uno dei pochi cibi sempre disponibili.
La reiterazione ossessiva della parola nella canzone ha poi portato all'uso dello stesso termine spam, usato per indicare le e-mail commerciali non richieste e che, attraverso il Web, solitamente giungono per posta elettronica a gran parte degli internauti. (Da Wikipedia)
venerdì, dicembre 02, 2005
Dopo una settimana ... trovo il tempo per parlare del grande concerto di Jovanotti: uno spettacolo molto coinvolgente, sicuramente tra i tre più belli che mi sia capitato di vedere. Il Jova ti sa mettere a tuo agio e rompe la distanza fra chi guarda e chi suona, già il fatto di entrare in scena dal fondo (attraversando tutto il pubblico) è veramente molto indicativo. Bella la ricercatezza dei suoni e grande bravura dei musicisti al seguito. Questa canzone poi è stata davvero magica:
La linea d'ombra
La linea d'ombra la nebbia che io vedo a me davanti per la prima volta nella vita mia mi trovo a saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma... il mare.
Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò? dove mi condurrà la mia natura? La faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione" arriva il giorno in cui bisogna prendere una decisione e adesso è questo giorno di monsone col vento che non ha una direzione guardando il cielo un senso di oppressione ma è la mia età dove si guarda come si era e non si sa dove si va, cosa si sarà che responsabilità si hanno nei confronti degli esseri umani che ti vivono accanto e attraverso questo vetro vedo il mondo come una scacchiera dove ogni mossa che io faccio può cambiare la partita intera ed ho paura di essere mangiato ed ho paura pure di mangiare mi perdo nelle letture, i libri dello zen ed il vangelo l'astrologia che mi racconta il cielo galleggio alla ricerca di un me stesso con il quale poter dialogare ma questa linea d'ombra non me la fa incontrare. Mi offrono un incarico di responsabilità non so cos'è il coraggio se prendere e mollare tutto se scegliere la fuga od affrontare questa realtà difficile da interpretare ma bella da esplorare provare a immaginare come sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone dirò "levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione."
(In qualche modo si attacca al post di prima ?)
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