|
mercoledì, aprile 19, 2006
Big Ben. I lettori del corriere premiati per mini recensioni sull'ultimo album di Ben Harper. Qui.
venerdì, aprile 14, 2006
"Una canzone dei Beatles non ha niente da invidiare ad un quadro di Picasso". StoryTellers MTV Cosa ne pensate?
Una Croce ...
Il legno della Croce, quel "legno del fallimento", è divenuto il parametro vero di ogni vittoria. Gesù ha operato più salvezza con le mani inchiodate sulla Croce, che con le mani stese sui malati. Donaci, Signore, di non sentirci costretti nell'aiutarTi a portare la Croce, di aiutarci a vedere anche nelle nostre croci e nella stessa Croce un mezzo per ricambiare il Tuo Amore, aiutaci a capire che la nostra storia crocifissa è già impregnata di resurrezione. Se ci sentiamo sfiniti, Signore, è perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sui viottoli nostri e non sui Tuoi, ma proprio i nostri fallimenti possono essere la salvezza della nostra vita. La Pasqua è la festa degli ex delusi della vita, nei cui cuori all'improvviso dilaga la speranza. Cambiare è possibile, per tutti e sempre! don Tonino Bello
mercoledì, aprile 12, 2006
Lili Marleen. [Da LMasetti Canzoni contro la Guerra http://www.prato.linux.it/~lmasetti/canzonicontrolaguerra/]
Qui http://ingeb.org/garb/lmarleen.html per scaricare la canzone. Qui http://ingeb.org/Lieder/lilimarl.html per il testo in italiano.
"Lili Marleen" è stata la canzone preferita dai soldati di fanteria tutto il mondo durante la II guerra mondiale: praticamente ne fu l'inno non ufficiale. Una canzone tedesca scritta da un giovane soldato amburghese con velleità poetiche e musicata da un musicista compromesso con il nazismo, che però travalicò presto i confini della Germania e fu adottata da tutti i ragazzi che andavano a morire a decine di migliaia, pensando magari alla loro "Lili" lasciata chissà dove. Strane storie hanno a volte, le canzoni. Strane e imprevedibili.
Il testo originale proviene, come detto da un poemetto scritto da un soldato tedesco, Hans Leip, intitolato "La canzone di una giovane sentinella", poco prima di recarsi al fronte nei Carpazi nel 1915. Il nome "Lili Marleen" proviene da quello della sua ragazza (figlia di un ortolano) combinato con quello di una giovane infermiera, Marleen, che sembra invece essere stata la ragazza di un commilitone.
Il poema di Hans Leip, sebbene di carattere decisamente antibellico, fu pubblicato in una collana di poesie patriottiche nel 1937; ben presto la parte su Lili Marleen (anch'essa, in sé, blandamente antibellica) attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze (nato nel 1911 a Braunschweig e morto il 17 ottobre 2002), che lo musicò immediatamente dopo. Schultze era già ricco e famoso prima del successo enorme della canzone della "ragazza sotto il fanale" che attendeva il fidanzato vicino alla garitta. Le sue opere, marce e melodie di stampo militaresco e propagandistico, hanno titoli inequivocabili che sarebbe forse meglio tralasciare in una raccolta di canzoni contro la guerra, del tipo "Bomben auf England". Nel 1945 gli alleati gli ordinarono di smettere di comporre, ma nel 1948 Schultze era già di nuovo in attività.
Questa canzone ha comunque una storia assai accidentata. Il potentissimo ministro della propaganda e dell'informazione del III Reich, il tristemente noto dottor Goebbels, non la amava affatto. Voleva una marcia militare. La cantante Lale Andersen (pseudonimo di Eulalia Lieselotte Bunnenberg, nata nel 1905 a Bremerhaven e morta nel 1972 a Vienna) non intendeva cantarla; ma poco prima dello scoppio della guerra si convinse.
La canzone vendette all'inizio pochissimo, solo 700 copie, finché una radio militare tedesca non iniziò a trasmetterla, nel 1941, alle forze impegnate in Africa (l' "Afrika Korps" del maresciallo Rommel).
I comandi tedeschi si accorsero ben presto di cosa stava scoppiando loro tra le mani, con quella canzone che ricordava ai soldati un amore lasciato a casa invece dell'ardore guerriero. Una canzone "disfattista", insomma; i soldati la cantavano con le lacrime agli occhi mentre andavano a crepare per la grandezza del Reich. "Lili Marleen" fu quindi ovviamente proibita, il che contribuì non poco ad accrescerne la sua popolarità, che stava già diventando enorme.
Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, nel 1941, a Belgrado fu impiantata una stazione radiofonica per trasmettere notizie alle forze di aviazione e all'Afrika Korps. La stazione si chiamava "Soldatensender Belgrad" Il tenente Karl-Heinz Reintgen, direttore della SSB, aveva un amico nell'Afrika Korps cui la canzone, nonostante il suo divieto ufficiale, era piaciuta parecchio, e che chiese all'emittente di trasmetterla; e Reintgen, eludendo a suo rischio e pericolo il divieto (il che non era cosa da poco!), accettò e la fece trasmettere per la prima volta il 18 agosto 1941. Qui accadde il secondo miracolo, perché la canzone piacque nientemeno che al maresciallo Erwin Rommel in persona, che chiese a Reintgen di inserirla nel programma musicale fisso della stazione radiofonica, contro il parere di Goebbels e anche di Hitler stesso. La canzone divenne ben presto addirittura la sigla di chiusura delle trasmissioni dell'emittente, che terminavano alle 9 e 55 della sera.
Da allora niente poté più arrestare il cammino della canzone. Fu captata ed ascoltata dalle forze Alleate, e Lili Marleen divenne la canzone più nota e preferita dei soldati di entrambi gli schieramenti, che la cantavano in tedesco o nella propria lingua. Una canzone, insomma, che riuscì a unire migliaia di persone che stavano combattendosi accanitamente. Una canzone universale di fratellanza di soldati che condividevano lo stesso terribile destino.
La popolarità immensa della versione tedesca provocò un'affrettata traduzione in inglese, probabilmente quando un editore britannico di canzoni, John Jordan Phillips, rimproverò a un gruppo di soldati inglesi di cantarla nella lingua del "nemico". Un soldato, assai arrabbiato, gli replicò a muso duro: "E perché non ci scrive le parole in inglese?" Fu quindi preparata una migliore versione assieme a un paroliere inglese, Tommie Connor, nel 1944, interpretata dalla cantante Anne Sheldon e che polverizzò ogni record di vendite. La canzone, trasmessa giornalmente anche dalla BBC (nella versione di Vera Lynn), fu adottata prima dell'Ottava Armata britannica, e poi anche dalle forze Americane in Europa.
Era cantata negli ospedali militari e trasmessa da enormi altoparlanti, assieme a notizie di propaganda; era cantata per le strade. Era cantata al fronte, da entrambe le linee.
Fu presto tradotta e interpretata nella lingua originale e in inglese anche dall'esule tedesca Marlene Dietrich, che la portò in tutto il mondo al seguito delle truppe Alleate (in Nordafrica, in Sicilia, in Alaska, in Groenlandia, in Islanda e in Inghilterra). La versione americana di Marlene Dietrich, interpretata anche da un coro anonimo, nel 1944, scalò i record di vendita in pochi mesi, ripetendo l'exploit decine di anni dopo (non a caso nel 1968, quando divenne anche una "protest song"). Nel 1981 riuscì a restare a lungo nella hit parade tedesca, e nel 1986 addirittura in quella giapponese. Ovvero in tutti i paesi più colpiti dalla tragedia della II guerra mondiale.
La canzone è stata tradotta in 48 lingue. Tra queste il francese, il russo, l'italiano e l'ebraico. La versione croata sembra essere stata una delle canzoni preferite dal maresciallo Tito.
"Lili Marleen" è probabilmente la più celebre canzone nella guerra, ed intrinsecamente contro la guerra, di tutti i tempi. Il tema del soldato che pensa al suo amore è universale. Lale Andersen spiegò il suo successo planetario con queste significative parole: "Il vento può forse spiegare perché diventa una tempesta?"
Lost. Più di cinque milioni di spettatori per Lost, questa settimana. Mi sto intrippando!
Pacifico. Intervista qui. Tra musica e pensieri [Giardino tropicale 2005] Le barche sulla sabbia sparse alla rinfusa, spogliate e capovolte al sole, sul fianco il nome di una donna caro al pescatore, legno a scarti, a schegge e a miniature, e i pali con l'acqua alla vita, nodi,chiodi e ammaccature, E la ruggine ustiona le ancore e i pontili, sceglie il ferro come compagnia, scioglie il ferro e un pò ne porta via... Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare, finalmente un cielo in testa in cui guardare, e dovunque mi giri stelle, forse una di quelle, si fa cercare, si fa indicare da te. Un cane attraversa la strada, costole in vista e bruciature, passa senza guardare, gli alberi al mio passaggio a sventagliare, e la giostra, draghi e mostri marini, sotto un pelo di plastica grigia, bisbigliano come bambini tra le lenzuola, E la ruggine gratta le ancore e i pontili, sceglie il ferro come compagnia, scioglie il ferro e un pò ne porta via, spoglia il ferro... Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare, finalmente un cielo in testa in cui guardare, e dovunque mi giri stelle, forse una di quelle, si fa cercare, si fa indicare da te. Chiamo da questa spiaggia appena uscita dal buio, finalmente un cielo in testa in cui cadere, e dovunque mi volti stelle, forse una di quelle, ti sta a guardare, perpendicolare a te. Scrivo da questa spiaggia appena uscita dal mare, finalmente un cielo in testa in cui guardare, e dovunque mi giri stelle, forse una di quelle, si fa cercare, si fa indicare da te. Chiamo da questa spiaggia annerita dal buio, e finalmente un cielo in testa in cui cadere, e dovunque mi volti stelle, forse una di quelle, ti sta a guardare, perpendicolare a te!
venerdì, aprile 07, 2006
Sondaggio. Sul Corriere della Sera online c'è un sondaggio sulle 10 done più belle di sempre, fra quelle in testa ho votato Grace Kelly.
martedì, aprile 04, 2006
Cultura "a prescindere". Che tempo che fa di Domenica e non dico altro. Sono un fan di Beningni, però non sono riuscito a sopportare la sua pseudo-intervista con Fazio; è venuto meno lo spirito della trasmissione (fare quasi una chiacchierata informale con personaggi famosi) lasciando il passo a frasi ad effetto ad ogni piè sospinto. Suvvia! Forse lo spirito si è già perso da mo', da quando l'ospite è diventato sinonimo di qualcuno_che_deve_pubblicizzare_qualcosa.
|
|