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lunedì, maggio 29, 2006
 
Momba.  Ieri gita al Mombarone, versante biellese. Siamo partiti sapendo che le pendenze rispetto all'accesso canavesano erano maggiori, ma sinceramente non pensavo di metterci 3 ore!
E' stata una giornata stupenda (una luce particolarissima, ma la macchina foto era a casa!) e lunga, quindi il rientro alle 19.00 non è stato un problema; altro lato positivo l'utilizzo dei bastoncini da trekking: per il mio ginocchio sono stati un aiuto incredibile, il percorso era tutto a gradoni, ma nonostante questo è andato tutto bene.
postato da marco74 | 12:13 | commenti


giovedì, maggio 25, 2006
 
-50!!! Ragazzi  è sicuro, abbiamo fatto incazzare Bologna. Ieri sera 3 partita della serie di playoff con in campioni d'Italia. Risultato 105 - 55. Per più di un quarto e mezzo abbiamo retto bene, poi il black out...
Venerdì sera di nuovo in campo a Biella con matchpoint Bologna.
postato da christophe74 | 09:11 | commenti (1)
 
La Luna di Carta. Ero partito con un po' di rassegnazione (tipo: ah già, ho ancora questo da leggere ...), però il libro non tradisce; si potrà obiettare che lo schema delle storie è sempre il solito, tuttavia riuscire a farsi leggere dopo così tanti racconti non è affatto scontato.
postato da marco74 | 08:28 | commenti (1)


martedì, maggio 23, 2006
 
Playoff. Ragazzi, per chi non se ne fosse ancora accorto abbiamo vinto contro la squadra campione d'Italia e prima in classifica nella regular season! Il protagonista: Joe Smith, mano calda, anzi torrida (cuore pure a sentire le voci che si susseguono al palapaietta). 25 punti 2/4 da 2, 6/7 da tre, 5 rimbalzi, 6 assist. Il signor qualunque la metteva di brutto, poi correva indicando tre all'americana con medio-anulare-indice, rivolto verso i tifosi, ovviamente in delirio. Peppino, dopo qualche giornata sottotono, si è svegliato e se cenerentola vuole continuare a danzare, molto dipende da lui, perchè pochi altri hanno punti nelle mani. C'è intensità, gioco corale, voglia di fare, ma punti pochi. E noi ovvieremo alla loro mancanza, con dosi massicce di attributi...
I nostri baldi giovini in evidenza: Williams solido nella giungla dell'area bolognese, mestiere da vendere; paura: vocabolo sconosciuto. Garri punti e difesa in costante crescita.
Bene la panchina: qualche minuto di qualità da Cusin e una buona prestazione del capitano Santarossa, efficace al tiro, feroce in difesa, con una buona marcatura "a donna" su Belinelli, comunque autore di lampi impressionanti.
Capitolo Sefolosha (8 pti, 9 rimbalzi, 5 assist, 20 di valutazione). Difende, porta il pallone, passa magnificamente, è un'atleta, va a rimbalzo, schiaccia in testa a tutti, saluta i fotografi, strizza l'occhio alla bionda in prima fila, si mette a ridere quando gli do la mano e gli dico grande Thabo (comincia già a ridere durante la partita, chiaro no??), è bello da vedere. Poi però gioca da professorino, quasi con sufficienza: cazzeruola Thabo, direbbe il sommo, cosa mi combini!
Già vedo cosa gli passa per la testa mentre al limite dell'area esegue un passaggio flip  da manuale al suo compagno: "Ti do una bella palla, però finisci tu il lavoro, fallo tu questo puerile canestro...che non voglio sporcarmi le mani, io gigante tra i nani, io architetto tra geometri, io geometra tra capomastri, io capomastro tra mastri, io mastro tra bocia, io bocia......da qualche parte la catena deve pure interrompersi, ma non oggi...non con me" .
Ehi amico, non è che ci metti troppo poco cuore??? Non è che pensi di essere già in America, in qualche villa con piscina, potrona gonfiabile, prati, griglia, palme, fighe a go-go??? Non è che pensavi di finire la settimana scorsa e che ti scazza tremendamente dover giocare ancora qualche partita extra (non pagata credo...) ???
Ue' sei ancora a Biella, devi lavurà!!! Poi ti accorgi che ha solo 22 anni (e un sacco di capelli in testa...) e ti spieghi parecchie cose. Capisci che deve trovare sicurezza nel tiro dalla media e dalla lunga distanza, che deve rimanere più concentrato in alcuni momenti della partita, che a volte puo' raggiungere l'obiettivo anche con un gesto tecnico più semplice, ma che se lo facesse non si divertirebbe (nemmeno noi). Però ragazzi che lampi di classe! Che gran basket ci ha fatto vedere quest'anno! (Seguirà foto del sottoscritto con il fenomeno svizzero-sudafricano...) Per adesso Mario Rossi versione USA...

postato da christophe74 | 16:41 | commenti
 
Ticket No! Un'ora e mezza di coda per i biglietti di venerdì sera con Bologna e nisba, finiti proprio due persone prima di me, nella miglior tradizione delle retrochiappate. In qualche modo ci entro, dovessi scavare un tunnel dal villagio fino a lì, anzi vista la presenza di banche nei paraggi, potrebbe esserce qualcuno già in lavorazione...
postato da christophe74 | 15:04 | commenti (1)


lunedì, maggio 22, 2006
 
Carmen? Il 10/7 alle 21.30 c'è Carmen Consoli al parco di Collegno, io e Fra andiamo. Visto che ormai i biglietti online vanno via nel giro di poco tempo vorremmo prenderli entro mercoledì; se vi interessa fateci sapere!
postato da marco74 | 08:45 | commenti (6)


venerdì, maggio 19, 2006
 
Osservare. Dopo la serata (andata a buca in realtà) con gli astrofili di Ivrea, ecco qualche consiglio  per iniziare a osservare il cielo.
Non mi dispiacerebbe conoscere le costellazioni anche se l'orientamento non è proprio il mio forte ...
postato da marco74 | 08:27 | commenti (1)


mercoledì, maggio 17, 2006
 
E' un calcio...malato.
Sondaggio: dopo le clamorose rivelazioni dell'inchiesta CalcioPulito, per che squadra deve tifare il vostro Chris
a) Per l'Inter (..l'ex barzelletta d'Italia, nonchè compagna di milioni di sfotto' e delle angherie familiari...troppo per chiunque...)
b) Per il Milan (..una volta simpatizzavo, ma rischiano pure loro la serie B e poi Galliani è un'appendice di Silvio...e poi è pelato...e a me non va di diventarlo okayyyyyy????
c) Per la Juve  ("Il vero tifoso si vede nel momento del bisogno", "Non si abbandona la nave che affonda"....seguita dai classici "Non ci sono più le mezze stagioni" e "Quando c'era lui, sì che i treni arrivavano in orario". Dura, durissima, la Signora ci ha veramente traditi. Per lo meno prima mi avevano tradito solo ragazze...
d) Dedicare finalmente ogni minuto della mie giornate alla palla a spicchi... qui.
e) Rocco Tano sì, che ha capito tutto della vita...(qui e qui)
f) Basta con questo calcio, non se ne puo' più. Adesso se ne parla più di prima, pure a Porta a Porta e a Matrix. E poi con tutta questa gente che lo segue che schifo... Bisogna incentivare gli sport tipo il golf, il polo, il bridge, quelli sì che c'è gente come si deve, a modino, un po' come noi... Insomma "macchè politica, che cultura, sono solo scarpette bullonate"
uahhhhh
postato da christophe74 | 15:22 | commenti (9)


martedì, maggio 09, 2006
 
Don Paolo Curtaz. Vi segnalo questa persona, un prete valdostano che esercita in quattro parrocchie nell'area del Gran Paradiso, ha scritto 4 o 5 libri e ha un sito in cui parla del Vangelo. Lo chiamano spesso a parlare in giro e giovedì di questa settimana (h 21) e la prossima dovrebbe venire a Vigliano.
Ho sentito (in mp3 ...) alcuni suoi interventi ed è davvero bravo, direi da non perdere.
postato da marco74 | 08:29 | commenti (5)


mercoledì, maggio 03, 2006
 
Peral Jam. E' partita la caccia al biglietto per il concerto di settembre dei Pearl Jam, sono già finiti i posti a sedere a Torino ... allucinante. Qualcuno è interessato ?
postato da marco74 | 16:56 | commenti (1)
 
«Granata da legare» tifo che riempie la vita
Sensazioni e sentimenti totali pensando a Pulici
di Gian Paolo Ormezzano

Nella vita di ognuno di quelli che leggono ci sono libri che rivelano, svelano. Di solito li si rimette insieme, con la memoria e la citazione, quando si fa il gioco della partenza definitiva per un'isola sperduta e del cosa portarsi da leggere sempre, o almeno sino a che funzionano gli occhi. Chi scrive queste righe ha deciso da tempo - magari banalmente, sono scelte di ragazzo - e tiene duro per «Il deserto dei tartari», «Cent'anni di solitudine», «La peste» e «Il Maestro e Margherita», adesso toglie «Il giovane Holden» e ci mette «Granata da legare», e se l'autore Massimo Gramellini gli dà del pazzo dice che ha ragione, ma è così bello esserlo.

Il libro insegna come diventare tifosi del Torino detto Toro, squadra di calcio, ma soprattutto spiega perché lo si deve essere, e quale grande fortuna sia stata quella di non diventare tifoso «altro», peggio di tutto tifoso della Juventus, che pure vive vicina e adesca con ricchezze varie e malìe tremende. Il fatto importante, decisivo è che essere tifosi del Toro significa alcune cose bene esposte, perentoriamente o sommessamente, nel libro in questione, che vanno ben al di là dell'empito fisso per una squadra di calcio e per le sue vicende, sono ruggiti e latrati e bramiti e ogni tanto anche ragli di vita. Significa soprattutto essere «contro», preziosissima impegnatissima situazione sentimentale e vitale in questo lungo periodo di nostrana omologazione generale.

Gramellini non lo ammetterà mai, neanche sotto la minacciata tortura di un derby perso ingiustamente all'ultimo minuto, ma il suo è un libro assoluto, che si può spalmare su un po' tutto della vita, un libro appunto da isola, da estrema Thule, utile persino per allevare là il figlio che si avrà da una sirena, o da una capra. Un libro completo, con la prima parte paleobiografica, il diario di un fanciullo, di un ragazzo, la seconda giornalistica, un collage di interventi pubblicati su «La Stampa» a scadenza fissa su una situazione in costante e quasi sempre penosa evoluzione, quale appunto è la vicenda del Toro. Un libro che funziona come un grosso cristallo, definitivo e intanto cangiante, combattuto dalle luci esterne, che vorrebbero imporgli i loro colori, e però vitale della propria luce interna. Qualcuno può dire che tale è il poliedro del tifo - casomai cambia, per la diversa anagrafe del club, il numero delle sfaccettature - per ogni tifoso di ogni squadra: ma nessun altro tifoso ha prodotto e produrrà un libro così, ed ecco dunque la prova che il tifo per il Toro è una cosa unica che porta lontano, che porta «contro». E' il libro che, a chi ha fortuna di essere in sintonia con il suo assunto totale e con ogni sua sillaba, fa dire frasi importantissime, di consenso esistenziale, come «ah ecco», «questo l'ho sempre pensato e non sono mai riuscito a dirmelo», «è proprio vero, ma non me ne ero accorto».

Chi scrive queste righe ad esempio non aveva mai capito tutto Pulici, e capire Pulici è cosa buona, giusta ed importantissima: nel senso che gli aveva affiancato alla pari Graziani, suo gemello del gol, e se avvertiva vaghi scricchiolii li attribuiva alla propria personale anchilosi, mentre invece i due personaggi erano diversissimi se non altro di genesi, e messi uno a contatto con l'altro stridevano, lo stridore magari terrorizzava gli avversari ma questa è un'altra faccenda. Capire del tutto Pulici e portarselo nel cuore e nella mente, avendo avuto la buona sorte anagrafica di vederselo scorrere a fianco per tanti anni, significa - facile dirlo dopo avere letto il Pulici di «Granata da legare» - essere bambino giovane e poi bambino adulto per sempre, scusate se è poco.

Capire Pulici, capire il Toro, applicare questa fortuna alla vita, significa usare il calcio - demenzialità compresa di esso, poetica nel tifoso, criminosa nel teppista - per finalità intellettuali e sentimentali di vita. Come si fa o si dovrebbe fare con tutto lo sport, fenomeno onnicomprensivo, lente con cui guardare tutta l'esistenza. Lo hanno saputo fare grandi scrittori sudamericani, del genere però - gusti personali - troppo fiabesco e dolente, lo hanno fieramente messo nero su bianco meno celebrati ma più convincenti scrittori britannici, forse non grandi, sicuramente capaci di spiegare come una vita, davvero tutta una vita, può essere rovinata dal Manchester United o esaltata dall'Arsenal.

Vogliamo dire, o cercar di dire, e non per mere ragioni corporative, come scrivendo di sport si possa finire per praticamente scrivere di tutto, come tifando Toro ci si possa riempire la vita di sensazioni e sentimenti totali, come raccontando di cinquantamila colorati di granata in marcia orgogliosa per la città il giorno dopo una retrocessione si faccia storia del movimento tifosistico, dunque storia di un fenomeno storico assoluto.

Naturalmente molti stanno ridendo o sorridendo, dei pochi che leggono queste righe. Naturalmente il libro di Gramellini, che sia diario giovane o raccolta di articoli scritti nell'ufficiale e applaudita sua maturità, può essere circondato di risate da parte dei nemici di tifo, o degli intellettualoni che magari sognano da sempre di seguire il Giro d'Italia ma non hanno mai osato dirlo. Naturalmente (be'). Le vicende anche balzane del Toro in effetti posso apparire ridicole a chi non vuole capire lo sport, il calcio, il Toro. Tutto previsto. In Cuore di Edmondo De Amicis sta scritto: «Uno solo poteva ridere, mentre Derossi diceva dei funerali del re, e Franti rise».

Da domani in edicola
OGGI SUL WEB L’AUTORE DIALOGA CON I LETTORI

«Granata da Legare» sarà in edicola con «La Stampa» da domani al costo di 8,90 euro più il prezzo del quotidiano. Massimo Gramellini incontrerà i lettori - cuori granata e non - nel forum de La Stampa Web, oggi dalle 17 alle 18.
postato da christophe74 | 13:14 | commenti