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martedì, settembre 26, 2006
 
Rimini. Una canzone dei Wampas  un gruppo rock-punk francese dedicata a Pantani, il Pirata...
Qui il video su YouTube.

Rimini

Le soir quand l'Italie est triste
Elle ressemble à Rimini.
Non mais vraiment qu'est ce qui t'a pris
D'aller mourir à Rimini?

Barbe Noire t'attendait là haut
Les pirates étaient fiers de toi.
Non mais vraiment qu'est ce qui t'a pris
D'aller mourir à Rimini?
Tu allais plus haut plus vite que les autres.
J'espère que tu n'a pas raté le paradis.

Oui à coté de Rimini, même Palavas a l'air sexy
Car à coté de Rimini, la Grande Motte ressemble à Venise
Tu allais plus haut plus vite que les autres,
Oui pour toi Rimini c'est bien fini.
Tu allais plus haut plus vite que les autres,
J'espère que tu n'a pas raté le paradis.

Un jour avec tous les pirates, tu reviendras crier vengeance.
Le bandana sous les étoiles, pour réduire Rimini en cendres.


La sera quando L'Italia è triste somiglia a Rimini,
ma dai, cosa ti è saltato in testa d'andare a morire a Rimini

Barba nera ti aspettava là in alto,
i pirati erano fieri di te
ma dai, cosa ti è saltato in testa d'andare a morire a Rimini
Salivi più veloce degli altri
spero che almeno il paradiso tu l'abbia trovato

Sì, rispetto a Rimini persino Palavas  sembra sexy,
sì, perchè rispetto a Rimini, la Grande Motte somiglia a Venezia
Salivi più veloce degli altri,
sì, per te Rimini è proprio finita,
Salivi più veloce degli altri
spero che almeno il paradiso tu l'abbia trovato

Un giorno con tutti i pirati, ritornerai a gridare vendetta
la bandana sotto le stelle per ridurre Rimini in cenere.

postato da christophe74 | 15:02 | commenti


martedì, settembre 19, 2006
 
Per chi ha tempo ... Qui il discorso integrale del Papa a Ratisbona; non l'ho ancora letto, poi ne parliamo.
postato da marco74 | 08:49 | commenti (5)


venerdì, settembre 15, 2006
 
Ci risiamo ? Oggi arrivando al lavoro i fiumi erano al limite: alla Dora manca un metro abbondante per uscire, speriamo in bene!
postato da marco74 | 09:14 | commenti (2)


giovedì, settembre 14, 2006
 
Aboriggeno....  Mettiamo che con la tecnologia moderna ora ci si possa mettere in contatto con un aborigeno dall'altra parte del pineta. Il punto è: " ABORIGENO, MA IO E TE CHE CAZZO SE DOVEMO Dì??"
Corrado guzzanti 
Scarica il video 1MB Qui.
postato da christophe74 | 15:46 | commenti (1)


mercoledì, settembre 13, 2006
 
Gli amici della cassettina... Qui!

postato da christophe74 | 13:10 | commenti (3)


lunedì, settembre 11, 2006
 
Pangur Bàn. Ne avevo accennato nel post sull'Irlanda: è il nome del gatto che un monaco amanuense irlandese cita in una sua poesia scherzosa (ma anche no). La trovo molto carina e ve la posto:

Io e il mio gatto Pangur Ban
lo stesso compito eseguiam:
lui a caccia di topi lieto corre intorno
io a caccia di parole sto seduto
notte e giorno.
E' molto meglio di ogni
onore ricevuto
con libro e penna starmene seduto;
rancor verso di me Pangur certo non ha,
e del suo semplice mestier buon uso fa.
Un topo smarrendosi finisce spesso
tra i piedi dell'eroico Pangur messo;
spesso il mio pensier si tende,
ed un significato nella sua rete prende.
Gli occhi posa lui contro il muro,
grande e grosso e scaltro e sicuro;
contro il muro del sapere metterò
a dura prova quel poco che so.
Il costante allenamento ha fatto
di Pangur un perfetto gatto;
notte e giorno sapienza io apprendo
in luce l'oscurità volgendo
postato da marco74 | 15:13 | commenti (3)


giovedì, settembre 07, 2006
 
Francia - Italia 3-1. Che mega figura di merda...
postato da christophe74 | 08:36 | commenti (1)


mercoledì, settembre 06, 2006
 
TT. C'è molta polemica intorno a Tiziano Terzani  in questi mesi. Gli ultimi due libri hanno superato insieme il milione di copie ed i suoi lettori sono accusati, nientepopodimenoche, di volerne fare un santo laico.  Qui il sito ufficiale con diversi estratti dai quotidiani nazionali. Qui l'articolo di Giuliano Amato (proprio quell'Amato lì...), compagno di università e amico di Terzani, a cui scappa un po' da ridere a sentire cose del genere.
Dal mio punto di vista, sicuramente una persona incredibile. Famiglia poverissima, lui che riesce a laurearsi alla Normale di Pisa in giurisprudenza e poi via all'Olivetti. Cinque anni di lavoro e poi la svolta. Borsa di studio in America alla Columbia University per imparare il cinese e poi via a lavorare come corrispondente in Cina per Der Spiegel, prestigiosa rivista tedesca (tetesco che conosceva... of course), perchè in Italia non c'erano opportunità.
Un grande amore per l'Asia, un grande amore per le persone, una grande delusione per l'eccessiva ed ossessiva occidentalizzazione di quella parte di mondo. La diversità come valore, l'incontro sempre critico con le grandi religioni, la guerra vissuta in prima persona, sempre sul campo.
"Un altro giro di giostra", racconta della sua malattia, di un tumore che improvvisamente gli viene diagnosticato. Subito a New York, nel migliore ospedale del mondo e poi via in viaggio, alla ricerca di una cura alternativa che diventa uno straordinario percorso interiore, che lo condurrà a morire in pace.
"La fine è il mio inizio" è invece una trascrizione dei dialoghi tra lui e suo figlio Folco dell'ultimo anno della sua vita nel suo rifugio di Orsigna in Toscana.
Dopo aver letto questi due ho cominciato a leggerne un altro "Un indovino mi disse", di una decina di anni fa. E' un Terzani diverso, in piena forma fisica, forse meno riflessivo, ma sempre molto profondo.  Per un anno intero, il 1993, Terzani, decide di portare avanti la sua attività di giornalista, senza prendere aerei, in seguito alla profezia di un indovino, che gli aveva predetto un incidente mortale. Si sposta così in treno e in nave per tutto il Sud-est asiatico, fuori dal percorso imposto aeroporto/hotel di tutti i cronisti.  Racconta così la vita di tutti i giorni delle persone, il rapporto con gli altri e la religione, con un Asia che sta cambiando, perdendo i propri valori millenari per inseguire l'arrichimento e l'omologazione.

postato da christophe74 | 14:22 | commenti (2)
 
Notte prima degli esami. L'ho visto ieri sera, un film abbastanza carino e divertente. Attori così così, per intendersi a volte ricorda "I ragazzi della Terza C".
postato da marco74 | 08:36 | commenti (3)


lunedì, settembre 04, 2006
 
fine.

N come National Parks: Ne abbiamo visitati due, anzi quasi tre. E’ difficile trovare una grande differenza estetica fra ciò che è parco di diritto e ciò che è parco di fatto, in realtà ci sono zone non ufficiali più intriganti delle aree protette. Quest’ultime sono comunque importanti per tentare il rimboschimento dell’isola, su cui a ben guardare le piante sono davvero poche.

Il parco del Connemara è stato senz’altro molto suggestivo per la lunghezza degli itinerari, un anello di circa due ore e 500 m di dislivello; la giornata non era tersa però si vedeva abbastanza bene l’oceano. Inoltre ritorna il concetto espresso nell’introduzione: il Connemara è bello anche al di fuori dal parco con la costante presenza del lago Corrib e altri specchi d’acqua, i prati e … le pecore in mezzo alla strada.

Il parco di Killarney invece è più simile agli scenari continentali a cui siamo abituati, anche la tanto acclamata Ladies View (luogo in cui la regina Vittoria restò incantata dal panorama) è un bel punto panoramico su due laghi, ma nulla più.

Putroppo possiamo dare solo un giudizio parziale, perché il giorno dedicato alla visita è stato rovinato dalla pioggia per tutta la mattina e la notevole estensione dell’area non permetteva di vederla a piedi in un pomeriggio. Il mezzo di trasporto ideale sarebbe stato ancora una volta la bicicletta.

Per ultimo il parco Glendalough o delle Wicklow Mountains, piuttosto piccino. L’attrazione principale è il complesso monastico molto antico (anno 1000) di Glendalough, le mie considerazioni in merito le ho già fatte all’inizio, resta da dire che l’area circostante ha due laghi (bello il maggiore) e la possibilità di fare escursioni sulle colline rocciose attorno all’area. In effetti quest’ultima opportunità poteva regalare le maggiri soddisfazioni, però il tempo scarseggiava alquanto …

O come O’Sheas: Il giorno di Ferragosto ho cozzato contro il marciapiede con la ruota anteriore, da quel momento è iniziata la caccia al gommista. La prima anima pia a cui ho chiesto mi ha consigliato O’Sheas, ma la strada era un po’ troppo complicata così alla seconda persona a cui ho chiesto O’Sheas (chissà perchè) si è trasformato in O’Sullivan. In questo modo sono stato dirottato verso un concessionario Mazda con una officina cacata e la forte propensione allo spennamento del turista.

Sulla strada del ritorno ho visto il vero gommista e ho completato l’opera. Turisti per caso.

P come Patrick – St.: San Patrizio evangelizzatore dell’Irlanda e suo patrono, un giorno vinse un re pagano a suon di terremoti e catechizzò gli sconfitti utilizzando un trifoglio  per spiegare il mistero della trinità.

Q come Quality of life: sembra senz’altro medio alta dal punto di vista della carenza di  stress (impressione personalissima, sia chiaro).

R come Ring: Anelli. Almeno due o tre i più famosi, per tutti il Ring of Kerry e la Dingle Way (che di fatto è un anello).

Vista l’estensione (50 – 100 km) e la tipologia delle strade è consigliabile farli in macchina.

La Dingle Way ha il suo punto magico nella punta della penisola (lo Slea Head) da cui si vedono le Blasket Islands e in lontananza le Skellig Rocks, impossibile non fermarsi e restare lì intontiti da tanta bellezza.

Il Ring of Kerry è senz’altro più esteso in termini di km, in un certo senso questo ne diluisce la bellezza che resta comunque notevole sulla Valencia Island (da cui si vedono le Skellig Rocks, due isole scoglio).

S come Sweater: Cioè maglioni. Sono famosissimi quelli di lana delle isole Aran, i disegni delle loro trame un tempo erano legate a una famiglia (anche per il triste compito di riconoscere i marinai annegati).

T come Torba: Combustibile organico (sedimenti di vegetali impaludati); di fatto si tratta di zolle terreno e pretanto l’estrazione avviene con una zappa sottile. Viene utilizzata più nel riscaldamento domestico che nelle centrali elettriche, comunque in un’isola dai pochi arbusti la sua esistenza è stata una vera manna per le popolazioni locali (il freddo non manca!).

U come U2: Il fantasma della band di Dublino aleggia lungo la nazione, è più un’impressione che un dato di fatto. Ormai sono più osannati all’estero che in patria, però i giornali parlano comunque di Bono (ehm, evasione fiscale …) e su qualche maglietta di giovani papà sulla spiaggia ci sono ancora. L’isola di smeraldo comunque non si può slegare da loro.

V come Vat House: il pub in cui siamo stati a Dublino. Ogni paese per quanto piccolo ne ha più di uno. Non si mangia a tutte le ore, anzi per la verità il limite di apertura della cucina dovrebbe essere fra le 19.30 e le 20.00; per venire incontro ai turisti spesso e volentieri la norma viene abbondantemente trasgredita.

Solitamente c’è buona musica e buona birra.

W come Whistle: Piccolo flautino di metallo usato nella musica tradizionale, ne ho preso uno con il marchio Guinness: da vero turista.

X come X (di incrocio): Sempre un attimo di concentrazione a dove si imbocca la strada!

Y come Young: Tantissimi giovani in giro, un po’ per l’afflusso turistico, molto più perché l’Irlanda è il paese più giovane d’Europa: la metà della popolazione ha meno di venticinque anni!

Z come Zonzo – Andare a: Il modo migliore di vedere il paese, un mio collega ci è stato per sei mesi e girando l’ovest in moto ha scoperto posti bellissimi che le guide non indicano; certo serve tempo, se si hanno pochi gg meglio le solide guide turistiche.


postato da marco74 | 08:41 | commenti