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giovedì, maggio 29, 2008
 
X factor - atto finale. Martedì è finita la prima stagione di X Factor che ha visto vincere gli Aram Quartet; sono rimasto soddisfatto da questo risultato, l'altra finalista (Giusy) aveva senz'altro una voce molto particolare, ma, come spesso accade, una qualità rischia di dievntare una prigione.
Forse chi se l'è giocata male è stata Mara Majonchi che eliminando Ilaria a favore di Tony si è tolta una possibilità di arrivare nei primi tre.
postato da marco74 | 14:00 | commenti (3)


venerdì, maggio 23, 2008
 
Il Cavaliere dimostri che è cambiato pure sulle tv
   
MATTIA FELTRI la Stampa 23/05/2008

In questa affollata luna di miele, più che altro un congresso carnale della politica, Silvio Berlusconi è l’amante e l’amato di tutti. Lo venerano gli imprenditori. Gli si genuflettono i banchieri. Si rimettono a lui i sindaci di centrosinistra all’indomani della scoperta che fra razzismo ed esasperazione corre una differenza. Tendono la mano i sindacati e indicano la via: «Ha imboccato quella giusta»; e il sacrilegio lo lasciano alla Cgil di Guglielmo Epifani, che si guadagna i titoli dei giornali per un modico «sì, però...». L’opposizione dialoga. I cantautori scambiano effusioni per iscritto con Sandro Bondi. I registi e gli attori si consegnano al pettoruto Luca Barbareschi, al quale perdonano furie tardo-egemoniche: «Dobbiamo occupare tutto».

I sintomi sono quelli della sindrome di Stoccolma. Il presidente del Consiglio ha con sé i voti, la maggioranza schiacciante e soprattutto la prospettiva di dominare cinque anni: troppi perché i dissenzienti rimangano a guardare o di nuovo si rinchiudano nel fortino dei senza se e senza ma, del resistere resistere resistere. Ha ragione Emma Marcegaglia, ci sono «condizioni irripetibili» per aggiustare il Paese. Berlusconi lo sa e non ammazza gli uomini morti, alla Maramaldo.

Concede status volatili ma scenografici al governo ombra del Partito democratico e - lui che in campagna elettorale si vantava che non uno nel centrosinistra gli desse del tu - appena incrocia un avversario si precipita a stringergli la mano e a rivolgergli sentiti auguri. L’uomo è cambiato o perlomeno questa è l’immagine (quirinalizia) che vuole dare di sé. Ha appreso l’arte cinica ma non cruenta della pax romana e abbandonato quella previtiana del ferro e del fuoco. Si impunta sul Consiglio dei ministri a Napoli, malgrado l’umore dei napoletani e qualche collaboratore glielo sconsigliassero, e sciorina una serie di provvedimenti da ovazione, se non altro sulla carta.

Il premier che si affacciava alla politica nel 1994, allegramente dilettante, e quello che se ne impadroniva nel 2001, non senza qualche accenno di boria, pare scomparso dentro una maturità ecumenica e concreta, con toni di realismo calibrato perché non sfoci nel pessimismo. Tutto lo agevola. I contenziosi con la magistratura sono al tramonto e non hanno mai fatto presa sugli elettori. Si poteva giurare che la stagione delle leggi ad personam fosse conclusa anche davanti all’arrendevolezza del centrosinistra in tema di conflitto d’interessi. Ma al primo momento buono le truppe di Silvio hanno sfoderato gli spadoni, proprio come sette anni fa.

Anche i più bendisposti, allora, si resero conto e segnalarono che sull’utilità delle norme domestiche di Forza Italia (la depenalizzazione del falso in bilancio, l’annullamento delle rogatorie internazionali con vizio di forma, il provvedimento sul legittimo sospetto, e persino sul lodo Schifani, poi bocciato dalla Corte Costituzionale, che sottraeva al controllo delle procure le prime cinque cariche dello Stato) si poteva pure discutere; ma erano i modi bruschi e i tempi rapidi, per una coalizione non proprio granitica, a togliere dubbi sui tornaconti privati in atto pubblico del capo del governo.

In questi giorni sta succedendo qualcosa di simile. La maggioranza ha studiato e proposto un emendamento che congela fino al 2012 l’applicazione delle norme comunitarie secondo le quali Rete4 dovrebbe restituire le frequenze a Europa7 e trasferirsi sul satellite. Il Popolo della libertà sostiene che è l’unico modo per evitare un deferimento alla Corte di giustizia dell’Ue. Walter Veltroni contesta il merito e il metodo, e i suoi parlano di sgangherato tentativo di aggirare in stile fulmineo le giuste pretese di Bruxelles. La tesi dei secondi è più convincente, mentre si osserva il body jumping di Emilio Fede, che da lustri fa su e giù dal satellite come appeso a un elastico, ma alla fine tocca sempre terra. E dunque adesso tocca a Berlusconi spiegare come stanno le cose, chiarirle, togliere i sospetti e dimostrare che la roba l’ha sistemata a suo tempo, e ora si sta dedicando soltanto al matrimonio anziché al patrimonio.
postato da christophe74 | 09:12 | commenti (1)
 
Curiosità...  
Maramaldo = sostantivo che indica una persona che infierisce sui più deboli, gli inermi, o è pronta a sopraffare, a tradire qualcuno non appena ne scorga i punti deboli o l'impossibilità di difendersi. Anche il verbo maramaldeggiare è sinonimo di saccheggio e distruzione.
Wikipedia Fabrizio Maramaldo
postato da christophe74 | 09:08 | commenti


martedì, maggio 06, 2008
 
Where do you think we are going? Così cantavano i Pink Floyd tempo fa, così penso io dopo aver letto le notizie su La Stampa di ieri riguardo alla squadraccia di giovani di Forza Nuova che hanno ucciso un altro giovane a Verona (ma non erano nuovi a pestaggi selvaggi).
Pare poi che Fini abbia stilato una personalissima classifica delle priorità (+ gravi i fatti della fiera del libro di Torino secondo lui).
E' proprio quel gran signore della politica come molti lo dipingono ? O l'ennesimo signore oscuro ?
postato da marco74 | 10:07 | commenti (2)